Furti d’auto e di veicoli: lo scenario italiano.

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La situazione sul versante consumer

I dati pubblicati dalla Polizia di Stato in materia di furti d’auto e di veicoli in Italia sono confortanti: nel 2016, infatti, sono sparite 108.900 vetture contro le 114.121 del 2015, ma non c’è da stare troppo tranquilli. I reati che riguardano la strada, infatti, sono ad alta diffusività e possono colpire chiunque: chi possiede una comune utilitaria fino e chi è titolare di una ditta di trasporti ed è responsabile di un’intera flotta. L’auto, per di più, è un bene costoso che grava particolarmente sul bilancio di una famiglia media italiana, che basa moltissimo la propria mobilità su questo mezzo a tal punto che potrebbe essere ritenuto quasi un bene essenziale. Lo stesso vale, se non di più, per chi gestisce una flotta di veicoli a noleggio o una ditta di autotrasporti che, in caso di furto, subisce un danno economico notevole.
I modelli più ricercati dai ladri per i furti d’auto sono quelli più popolari, di grande diffusione, come le utilitarie o le citycar, soprattutto dei marchi nazionali, mentre pochi sono i malviventi che si scagliano contro suv, crossover o berline. Il triste primato è detenuto dalla Panda: nel 2015, sono stati rubati 11.632 modelli, ovvero l’11% del totale dei modelli venduti nel nostro Paese. Purtroppo, in questi casi, vale la legge dei grandi numeri: più ce ne sono in circolazione, più è probabile che siano soggette a furti. La medaglia d’argento in tema di furti d’auto se l’aggiudica sempre una FIAT, ma questa volta la Punto: nel 2015 ne sono state rubate 9.885. La causa? La facilità di scassinamento del modello e il ricco mercato parallelo e clandestino dei pezzi di ricambio. Il terzo posto di questo triste podio, se lo aggiudica di nuovo una FIAT, ma un modello più glamour: la 500. Ne sono state sottratte 6.825, ma molte di queste per fortuna sono state poi ritrovate.
Quali sono le regioni italiane più a rischio di furti d’auto? L’inglorioso primato è della Campania, con i suoi 23.682 casi e una percentuale di recuperi pari al 36%; il secondo posto va al Lazio (18.709) con un tasso di restituzione al 30%; terza la Puglia a 17.046 e il 45% dei ritrovamenti. La più sicura è la Valle D’Aosta dove, in un anno, sono state rubate solo 41 auto, di cui 15 recuperate.
Ad essere colpiti maggiormente dai furti d’auto, in Italia, sono le fasce sociali medie: per loro, comprare un’altra auto costa, assicurare l’utilitaria rappresenta un esborso in più. Va da sé che il dato è preoccupante e implica una reazione in termini di strategia di prevenzione da adottare.

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La situazione sul versante delle aziende

Per quanto riguarda le flotte a noleggio, la piaga dei furti d’auto non sembra risparmiare neanche le compagnie più famose di rental car. Secondo un’analisi elaborata da ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici), sono stati rubati, nel 2016, ben 1.238 veicoli appartenenti a questa categoria, un terzo di questi solo in Campania. Il 90% dei furti d’auto a noleggio in Italia avviene in 5 regioni: Campania (33%); Puglia (26%), Sicilia (13%); Lazio (10%) e Lombardia (8%). Un’auto a noleggio su tre appartiene al gruppo FCA: al 1° posto la FIAT 500, seguita dalla Panda e dalla Ford Fiesta; al Centro e Sud “vanno a ruba” le Smart mentre al Nord si aggiungono Mercedes e Audi.
Perchè vengono sottratte le auto a noleggio? Nel caso delle citycar, i furti sono finalizzati alla rivendita sul mercato nero dei vari pezzi di ricambio, mentre le vetture “premium” (Audi e Mercedes) sono destinate all’Est Europa e al Nord Africa.
A volte, poi, la situazione che si viene a creare è più complessa anche se, paradossalmente, meno grave: l’auto non viene restituita al noleggiatore entro i tempi concordati, per cui scatta il reato di appropriazione indebita. Anche in questa circostanza, il danno per il noleggiatore è ingente: oltre ad un problema di tipo economico data l’indisponibilità del mezzo per un lungo periodo di tempo, allo scenario già complesso si aggiungono anche le difficoltà e i cavilli burocratici. Il reato di appropriazione indebita, infatti, viene considerato dal sistema giudiziario “meno grave” del furto e, di conseguenza, ha dei tempi di risoluzione molto più lunghi e complessi.
Come si difendono gli autonoleggiatori dai furti d’auto? La soluzione, come abbiamo ribadito in più contesti, sta nella tecnologia: i dispositivi hi-tech hanno portato ad una riduzione del 7,7% dei furti nel 2017, rispetto ai primi mesi del 2016.
La situazione non migliora per quanto riguarda le ditte di autotrasporti e i mezzi pesanti: nel 2016 sono stati trafugati 2.275 tir, sono aumentate le rapine ai danni degli autotrasportatori e il volume delle merci rubate. Le regioni più a rischio sono la Sicilia con 358 furti, la Lombardia con 309 e la Campania con 279. I dati emersi dal Dossier Autotrasporto, tuttavia, ci confortano un poco poiché il 50% dei mezzi viene recuperato e la percentuale sale nel caso di mezzi protetti da sistemi satellitari.
L’azienda che subisce un furto di un mezzo pesante carico di merce va incontro ad un grave e duplice disagio: oltre all’indisponibilità del mezzo e alla spesa che ne consegue per doverlo riacquistare, il cliente non riceve più il carico e la merce sparisce. La TAPA – Transported Asset Protection Association (Associazione per la protezione delle merci destinate al trasporto) stima che i carichi più soggetti a furto sono quelli d’alto valore e la perdita media per ciascun furto è di oltre 235mila euro. Lo stesso gruppo Viasat, membro della TAPA, ha commentato: “Quello dei furti dei TIR e della merce che trasporta è un fenomeno globale e particolarmente allarmante, che si può combattere solo attraverso la collaborazione delle singole polizie attive negli Stati dell’Unione e un maggiore utilizzo da parte delle aziende delle più moderne tecnologie. Non si tratta solo di asportazioni a veicoli fermi nelle aree di sosta, ma anche abbordaggi ai camion in movimento, con tecniche da veri acrobati. Altri fenomeni riguardano finti poliziotti che fermano i camion e veri e propri assalti armati, con sequestro di autisti. In particolare, le azioni violente sono aumentate del 48%”.

La soluzione sta nella tecnologia satellitare

Non si possono di certo impedire i furti d’auto, ma impedire che vengano portati a termine certamente. La soluzione consiste nell’affidarsi ai professionisti della tecnologia satellitare e degli antifurti. In questo senso, ARX offre molteplici soluzioni sia lato consumer che corporate. Le necessità “satellitari” del noleggio sono differenti e vanno dall’appropriazione indebita, al dolo per falsi incidenti, protezione per furti e rapine, manutenzione puntuale e risparmio assicurativo. Nel caso dell’appropriazione indebita, la consolidata procedura “Black Client” è in grado di arginare il fenomeno grazie alla funzione di blocco da remoto e alla contestuale e specifica attività di operatori specializzati della centrale di sicurezza tutta Made in Italy. Di fronte i “furbetti” che simulano incidenti frodando compagnie assicurative e noleggiatori, è possibile installare sul veicolo una scatola nera (Black Box) per monitorare stili di guida e verificare le dinamiche, se effettive, di un incidente. Una protezione viene garantita anche per i cosiddetti attacchi jammer con antifurti speciali che agiscono in due fasi: non appena rilevano il tentativo di furto dell’auto tramite il disturbatore Jammer di frequenze, attivano immediatamente una sirena di allarme e in concomitanza bloccano il motore della vettura. Queste due soluzioni hanno lo scopo di dissuadere il malvivente dal portare a termine il furto. Allontanandosi, il ladro libera il campo dal “rumore” generato dal jammer, consentendo all’antifurto di comunicare nuovamente inoltrando l’allarme alla centrale di sicurezza.
Con il servizio di telediagnosi, infine, si può godere di un’assistenza proattiva: una diagnosi da remoto dei veicoli che previene guasti, danni da rottura, fermo auto e disservizi al cliente.

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Nel caso delle grandi flotte di trasporto, invece, i vantaggi del dotarsi delle nuove tecnologie in tema di satellitari GPS si riflettono su una maggiore protezione per mezzi e merci; sul monitoraggio totale dei percorsi; sul controllo della condotta dei conducenti; sulla prevenzione per i guasti e sul risparmio assicurativo. Tramite il fleet management GPS è possibile controllare l’intera flotta tramite una piattaforma web connessa GPRS ai localizzatori satellitari che fornisce: posizione, percorsi, chilometraggio, fuori percorso, punti target e reportistica annessa. In caso di furti o rapina, la centrale ARX, in connessione continua GPRS, attiva la localizzazione gps e il blocco motore, collaborando con le forze dell’ordine per il recupero del veicolo.
Il localizzatore GPS satellitare ARX Fleet, accessoriato con un sensore di precisione, consente di monitorare e certificare le temperature di esercizio delle celle frigorifere. La piattaforma web, consente anche di impostare degli alert al superamento di soglie termiche.

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